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Fa piacere notare che tu abbia esaminato solo le parti del testo della Pisanty che più ti fanno comodo (peraltro STRAVOLGENDOLE) mentre abbia completamente ignorato alcuni importantissimi passaggi. Credevo che in tutto questo tempo in cui non ti si vedeva avresti riportato, frase per frase, l'intero articolo commentandolo passo-passo. Invece no: mi basta constatare questo. Ma ora veniamo a noi. Citazione:
Cos’è il negazionismo? C’è un legame di continuità tra la politica nazista di occultamento delle prove del genocidio e le attività di alcuni presunti storici che da qualche tempo tentano di convincere il mondo che la Shoah sia la “grande impostura del ventesimo secolo”. Secondo questi autori, Auschwitz e le camere a gas naziste non sarebbero altro che un’invenzione della propaganda alleata, di matrice sionista, per estorcere riparazioni di guerra alla Germania sconfitta, allo scopo di finanziare lo stato di Israele. Solitamente ci si riferisce ad essi con l’etichetta di revisionisti (appellativo con cui essi stessi amano autodefinirsi), ma la storiografia ufficiale preferisce chiamarli negazionisti. Il motivo è semplice: mentre ogni storico che si rispetti è revisionista, nel senso che è disposto a rimettere costantemente in gioco le proprie conoscenze acquisite qualora l’evidenza documentaria lo induca a rivedere le sue posizioni, il negazionista è colui che nega l’evidenza storica stessa. Se il progresso scientifico consiste nell’avvicendarsi di paradigmi, allora ogni sostenitore di un nuovo paradigma è revisionista: Copernico era revisionista rispetto al sistema tolemaico, i sostenitori dell’innocenza di Dreyfus erano revisionisti rispetto a coloro che emisero il verdetto di colpevolezza nel 1894, e così via. Sebbene il revisionismo sia un atteggiamento scientifico comune, nell’ambito degli studi sulla seconda guerra mondiale è possibile individuare una forma più specifica di revisionismo, che taluni propongono di chiamare “riduzionismo” perché vuole ottenere lo scopo di ridimensionare la portata della Shoah e dei crimini nazisti. Secondo Ernst Nolte, per esempio, la responsabilità della seconda guerra mondiale non è da accollare ai soli tedeschi, e i lager nazisti sono equiparabili ai gulag sovietici. Noi (il resto della comunità scientifica e storica) siamo liberi di esaminare l’interpretazione proposta da Nolte e di decidere, sulla base del materiale documentario disponibile e di una serie di principi interpretativi comuni, che essa non ci convince. Ma mentre il revisionista argomenta la sua tesi eretica a partire da una base storiografica accettata (l’avvenuto sterminio degli ebrei), il negazionista rifiuta questa base. Per il negazionista, l’inesistenza delle camere a gas è un dato posto come inconfutabile, a partire dal quale riscrivere radicalmente la storia della seconda guerra mondiale, rifiutando aprioristicamente qualunque documento o testimonianza che attesti l’esistenza dello sterminio. Il fenomeno del negazionismo non è nuovo: fin dall’immediato dopoguerra vi furono degli autori isolati che tentarono di riabilitare il nazismo, cancellando quello che — agli occhi della coscienza comune è il crimine più grave commesso dal regime hitleriano, e cioè lo sterminio programmato di milioni di ebrei nei campi della morte. Per citare qualche precursore del negazionismo, i primi negatori della Shoah in Francia sono l’ex vichyista Maurice Bardèche (autore di Nuremberg ou la Terre Promise3) e l’ex socialista Paul Rassinier. Rassinier, che viene oggi considerato come il padre fondatore del negazionismo, è una figura alquanto singolare. Anziano deportato politico a Dora e a Buchenwald, per qualche motivo difficile da spiegare Rassinier passerà il resto dei suoi giorni, dal dopoguerra in poi, a tentare di giustificare la politica concentrazionaria [...] Da come descrivi te queste "prime righe" sembrerebbe che si dicano solo un sacco di banalità, in realtà non se ne vedono affatto, anzi! Spiegami quali sarebbero i pezzi a cui ti riferisci (sai com'è, il documento è lungo, l'ho letto una volta ma non me lo ricordo a memoria, spero che mi riporterai il passaggio a cui fai riferimento, copiandolo ed incollandolo). Citazione:
Documenti storici firmati da Adolf Hitler? E perché c'era solo lui? Tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Soluzione_finale_della_questione_ebraica Heinrich Himmler, comandante in capo delle SS, fu il principale architetto del genocidio che sterminò tre quarti degli Ebrei in Europa. Il 31 luglio 1941, su istruzioni di Adolf Hitler, l'alto ufficiale Hermann Göring ordinò al generale delle SS Reinhard Heydrich di "sottopormi appena possibile un piano generale del materiale amministrativo e delle misure finanziarie necessari per l'avanzamento della desiderata soluzione finale della questione ebraica". I nazisti concentrarono la popolazione ebrea nei ghetti, e successivamente nei campi di concentramento, per aiutare nel loro sfruttamento e nel successivo sterminio. La conferenza di Wannsee, che ebbe luogo a Berlino, nella villa di Wannsee il 20 gennaio 1942, fu una discussione condotta da un gruppo di ufficiali per decidere la "soluzione finale della questione ebraica". L'incontro è noto per essere stata la prima discussione della "soluzione finale" tra i leader nazisti. I verbali e le minute di questo incontro furono per di più trovate intatte dagli Alleati alla fine della guerra e servirono come importante prova durante il processo di Norimberga. Hai letto la parte sottolineata? Ci sono dei verbali! Non firmati da Hitler ma da ALTRI a lui molto vicini! Vuoi leggerli? Tiè! http://www.ghwk.de/ital/protital.htm Spero che sia sufficiente e che non ti inventi che anche quello è un documento falsato dalla mafia sionista! Vedi? Io almeno i documenti te li fornisco (anche tramite link diretto), te invece cosa fai? Mi fornisci dati, numeri sui quali fare calcoli senza dirmi di preciso da dove li prendi (poi comunque parlerò anche del lato aritmetico della vicenda, così sei contento). [CONTINUA] __________________ Due Stati per due popoli. Ma solo se le condizioni di sicurezza lo permettono, per entrambi. IL MIO BLOG | ||
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Quali punti necessitano di "tante prove"? E' vero che molte sono state distrutte dagli stessi nazisti, ti sembra un'ipotesi così surreale? [CONTINUA] __________________ Due Stati per due popoli. Ma solo se le condizioni di sicurezza lo permettono, per entrambi. IL MIO BLOG | |||||
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Delle testimonianze dei sopravvissuti e del modo in cui vengono considerate dai negazionisti parla in modo convincente anche la Pisanty, ma tu ovviamente lo ignori, vero? Ecco il passaggio a cui mi riferisco. La lettura dei documenti storici A ben vedere, l’operazione del diniego storico è di una rozzezza sconcertante. La prima mossa del negazionista consiste nel prendere una qualunque testimonianza che attesti l’esistenza delle camere a gas (le memorie di Rudolf Höss, le testimonianze dei superstiti, ecc.) e nell’isolarla dal suo contesto. Lo storico onesto sa bene che ogni testimonianza va corroborata da altre testimonianze, in quanto nessun singolo testimone è infallibile. La singola testimonianza costituisce la tessera di un mosaico più ampio che, complessivamente, ci informa di come si siano verosimilmente svolti gli eventi a cui ciascuna testimonianza si riferisce in modo necessariamente parziale. Invece di far dialogare le varie voci tra loro, il negazionista estrae la singola testimonianza dalla rete probatoria nella quale essa è inserita. Una volta isolata la testimonianza per renderla più facilmente attaccabile, il negazionista va alla ricerca spasmodica di tutte le increspature esegetiche, le minime inesattezze fattuali e le piccole contraddizioni di cui essa è portatrice. Essendo un prodotto della memoria umana, qualunque testimonianza può contenere alcune inesattezze o contraddizioni. Il testimone può sbagliarsi sul numero di persone stipate nelle camere a gas, sull’altezza o sull’esatto colore di un edificio, sul giorno della settimana in cui Himmler visitò il lager di Auschwitz, ecc. Ora, è evidente che simili inesattezze non inficiano per nulla il valore della testimonianza per quanto riguarda i suoi contenuti principali. Invece, i negazionisti si appigliano a ogni minimo errore e saltano precipitosamente alla conclusione che, se il testimone (sia egli un superstite o un ex SS) si è sbagliato su un dettaglio, nulla garantisce che egli non sia sia sbagliato anche sul resto. Ecco un esempio: l’SS Kurt Gerstein9, in virtù del suo ruolo di tecnico per la disinfestazione, visitò nel 1942 il lager di Treblinka. Durante la visita, assistette a una gassazione e, subito dopo la guerra, redasse un rapporto in cui descriveva con orrore ciò a cui aveva assistito. Nel rapporto, Gerstein parla anche delle montagne di vestiti, appartenenti alle vittime delle camere a gas, che aveva visto a Treblinka, e aggiunge che queste montagne erano alte 35-40 metri. Evidentemente si tratta di un’esagerazione, in quanto una catasta di tali dimensioni sarebbe impensabile. Nel leggere il rapporto di Gerstein, noi ci limitiamo a constatare l’esagerazione e a pensare che, in preda all’emozione, il testimone abbia ceduto al meccanismo retorico dell’iperbole. Il negazionista, invece, dopo avere fatto della pesante ironia sull’incapacità di Gerstein di stimare l’altezza della montagna di vestiti, dice che questo errore è un chiaro segno del fatto che il testimone ha mentito (dunque, non che si è semplicemente sbagliato, perché per il negazionista ogni errore equivale a una menzogna) e che la sua testimonianza gli è stata estorta dagli Alleati durante la sua prigionia. Alcuni negazionisti giungono perfino a sostenere che la testimonianza è il frutto di un plagio, nonostante siano state effettuate accurate perizie calligrafiche che hanno dimostrato senz’ombra di dubbio che l’autore del documento è proprio Gerstein. Come si vede, vi è un’enorme sproporzione tra l’entità dell’inesattezza riscontrata e le conclusioni che se ne traggono10. Anche quando non giungono a mettere in discussione l’autenticità della testimonianza di Gerstein, i negazionisti vi scorgono anomalie che essa non contiene. Per esempio, nella versione tedesca del suo rapporto (di cui esistono più stesure), Gerstein dice che, a gassazione ultimata, le squadre speciali dovevano rovistare nelle bocche, negli ani e nei genitali dei cadaveri per cercare ori e brillanti (accadeva talvolta che le vittime, spogliate dei propri abiti, nascondessero qualche bene prezioso nei loro orifizi). In tedesco brillanti si dice Brillanten, ma nel testo di Gerstein c’è un refuso: ad un certo punto l’autore scrive Brillen (occhiali) invece di Brillanten. Cosa fa un negazionista come Carlo Mattogno? Invece di prendere atto del refuso (tanto più che due righe dopo la parola Brillanten viene ripetuta correttamente), dice: “Gli uomini dell’Arbeitskommando cercano occhiali nei genitali delle vittime!”. Il lettore, che solitamente non è sufficientemente informato per rispondere puntualmente a ciascuna di queste obiezioni — e i negazionisti si guardano bene dal fornirgli le indicazioni bibliografiche necessarie per riempire le sue lacune —, viene gettato in uno stato di disorientamento e di paralisi interpretativa. La prima fase dell’operazione negazionista, dunque, è la rottura del consenso, lo sgretolamento dell’accordo sociale su cui si basa la nostra ricezione collettiva della Shoah. Nella mente del lettore sprovveduto viene gettato il seme del dubbio circa la realtà dello sterminio. A questo punto, la situazione è matura per sferrare l’attacco finale: attraverso la tecnica dell’insinuazione, si fa intendere al lettore che le sbavature appena riscontrate nei documenti non sono casuali, ma fanno capo a una precisa volontà di manipolazione a opera di “certi ambienti del sionismo internazionale”. Di lì alla logora trama della cospirazione giudaica per la conquista del mondo il passo è breve. Citazione:
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Quelli secondo cui una camera a gas non può contenere un numero di persone così elevato da poter giustificare la morte di così tante persone nel lungo periodo? Beh, si finge di non sapere che le morti nei campi di concentramento non erano causate solo dalle camere a gas, ma come ho detto prima, anche da altri fattori, quali il freddo e gli stenti. Quelli secondo cui le fosse comuni non potevano contenere un numero così elevato di cadaveri in quanto troppo piccole? Beh, si finge di non sapere che i cadaveri venivano mandati anche altrove per essere buttati o trattati in chissà quale modo! Ci sono un sacco di testimonianze che parlano di treni carichi di corpi diretti verso chissà quale destinazione! Ah, ma le testimonianze non contano niente, dimenticavo questo passaggio! Concluderei nello stesso modo con cui ha concluso la Pisanty: Conclusioni Il negazionismo non si regge se non viene sostenuto da una qualche versione della teoria del complotto, ovvero della convinzione (assai diffusa nella mentalità collettiva) che da qualche parte vi sia una regia occulta che manipola l’intero corso della storia. Infatti, per mettere in discussione l’esistenza del genocidio, occorre immaginare che da decenni sia in atto un progetto coerente e concertato di falsificazione storica, di cui gran parte dei protagonisti della seconda guerra mondiale sarebbero direttamente complici: i superstiti dei lager, gli stessi nazisti interrogati nel dopoguerra, diverse organizzazioni internazionali (come la Croce Rossa, il War Refugee Board, ecc.), nonché tutti i principali uomini politici dell’epoca, tra cui Roosevelt, Churchill e Stalin. I negazionisti, che spesso ventilano questa ipotesi (attraverso la tecnica dell’insinuazione di cui abbiamo discusso sopra), non arrivano mai a spiegare come sia possibile una simile congiura e chi ne sia l’artefice supremo. I negazionisti non riusciranno mai a scrivere una controstoria del nazismo. Tutto ciò che possono fare è di tentare di smantellare la credibilità della versione accettata della storia della seconda guerra mondiale, ma non riescono a costruirne un’interpretazione in positivo (e nemmeno ci provano), attraverso uno schema esplicativo dei fatti alternativo rispetto a quello generalmente accettato. I negazionisti possono insinuare o accennare all’esistenza di un complotto sionista per la riscrittura della storia, facendo leva sul vecchio pregiudizio dell’accesso privilegiato degli ebrei ai media, ma la teoria del complotto non si può dimostrare e nemmeno articolare: la si può solo enunciare. __________________ Due Stati per due popoli. Ma solo se le condizioni di sicurezza lo permettono, per entrambi. IL MIO BLOG | ||||
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Dopo aver visto il filmato, a nessuno sarà sfuggito il fatto che le "sette leggi noachidi", quelle alle quali dovrà sottomettersi l'umanità inferiore dei non ebrei, sono basate sul ...nulla scritturale... I riferimenti alla Sacra Scrittura, dai quali prenderebbero luogo tali "istituti giuridici", sono melliflui, evanescenti, e soggetti ad interpretazioni incredibilmente variabili. Una cosa non precisata dal rabbino è che, "l'obbligo di costituire dei tribunali", IMPLICA LA SOGGEZIONE ALL'AUTORITA' RABBINICA, che è la massima autorità giuridica esistente, secondo la legge mosaica. Altra cosa non ben specificata è che i cristiani, e tutti i fedeli delle religioni diverse da quella ebraica, sono considerati ...IDOLATRI. Ergo, il divieto di idolatria implica l'abbandono della fede religiosa, qualunque essa sia... Ancora, le due leggi, così diverse, non sono altro che uno strumento per meglio regolamentare la soggezione dei non ebrei; infatti, il rabbino parla di sette precetti da intendersi come "titoli di capitoli", che, a quanto pare, devono essere ancora scritti. Insomma, quando verrà il "regnum", quando il governo mondiale ebraico sarà il solo padrone, i non ebrei avranno una legislazione "niente affatto sovrapponibile" a quella degli "eletti". Ma le leggi chi le scriverà?! E' ovvio, gli stessi che, senza nessun riferimento alla Sacra Scrittura, hanno scritto i "titoli dei capitoli"... i sette precetti... Vi immaginate se, uno stato cattolico volesse fare lo stesso con i giudei? Vi immaginate uno stato cattolico che pensasse di imporre agli ebrei sette strambi istituti giuridici, vagamente cristiani, ai quali attenersi, con il divieto di praticare la religione ebraica, e con l'obbligo di sottostare all'autorità giudiziaria di vescovi che legiferino, per loro, leggi del tutto diverse da quelle a cui dovrebbero sottoporsi i cattolici? Ora commenterò anche questo testo. New York Times del 28 febbraio 1994 per ciò che ha detto perin Citazione:
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Citazione:
Tratto da: http://www.benenoach.info/dblog/articolo.asp?articolo=52 Quali siano le condizioni di questa alleanza noachide, la Torah scritta non lo dice. Per saperlo, occorre rivolgersi alla Torah orale (detta anche Talmud): «I nostri dottori hanno detto che sette comandamenti sono stati imposti ai figli di Noè: il primo prescrive loro di istituire magistrati; gli altri sei proibiscono: 1) il sacrilegio; 2) il politeismo; 3) l’incesto; 4) l’omicidio; 5) il furto; 6) l’uso delle membra di un animale vivo (ovvero,non essere crudele con gli animali)» (Sanhedrin 56 b). Da notare che, come scritto anche sul sito che ho preso in considerazione, queste Sette Leggi Universali, stanno oggi già alla base di tutti i codici morali delle società civilizzate. (eccezion fatta forse per quella relativa al politeismo, ma è normale e comprensibile la sua presenza tra le leggi noachidi, data la natura monoteistica dell'ebraismo, difatti anche cristianesimo ed Islam non sono molto diverse sotto questo punto di vista, o sbaglio?) Citazione:
Citazione:
Tratto da: http://www.morasha.it/zehut/rds13_donnarabbino.html 4. Il ruolo del rabbino [...] è necessaria una premessa chiarificatrice sul ruolo dei rabbino. Genericamente definibile come un "Maestro" nella società ebraica, il rabbino ha in realtà un nucleo di funzioni essenziali e un insieme di funzioni accessorie che si riuniscono variamente e con diversa presenza e intensità nelle varie comunità del mondo e nel corso della storia ebraica. Essenzialmente la funzione rabbinica dovrebbe essere di duplice natura: horaà e dayanùt. Il primo termine indica la capacità e l'autorità di impartire istruzioni pratiche su come comportarsi in questioni di halakhà. Davanti a un caso dubbio, o che nei codici è controverso, si rivolge un quesito, "sheelà" al rabbino, che è la persona che ha ricevuto, con la sua ordinazione, "semikhà" il permesso e l'autorità di istruire; e la risposta ricevuta diventa cogente per il richiedente. Il secondo ruolo è la capacità di giudicare che si esercita facendo parte di un beth din, un tribunale rabbinico, composto, nella sua struttura più elementare, da tre giudici, che possono essere tali appunto perché hanno avuto l'apposita ordinazione. Se queste sono le due funzioni essenziali, è a tutti noto che spesso molti rabbini non le esercitano affatto, o solo parzialmente, mentre la comunità richiede loro altre funzioni (qui esposte in ordine casuale, che non rispecchia valutazioni di importanza): - l'insegnamento della cultura ebraica tradizionale a vari livelli di specializzazione, e nei contesti più vari, formali (istituzioni scolastiche, sinagoghe) e informali, con la parola e con gli scritti; - l'esempio e la predicazione morale (che non è necessariamente la stessa cosa dell'insegnamento); il rabbino viene visto come il custode e il garante del corretto comportamento morale secondo la tradizione ebraica, come colui che deve dare l'esempio personale e, in caso di necessità, richiamare chi si comporta scorrettamente; - l'assistenza sociale, come consigliere, risolutore di controversie, aiuto in casi sociali difficili, raccomandatario e garante presso terzi; - la raccolta e la distribuzione di fondi per l'assistenza ai bisognosi, per l'onestà, l'autorità e la discrezione necessarie allo svolgimento di queste attività; - la direzione delle funzioni religiose pubbliche, all'interno e all'esterno delle sinagoghe, con l'assunzione, quando necessaria, del ruolo di conduttore di determinate cerimonie: celebrazioni di matrimoni, milòt, bar mitzvà, funerali, chiamate a Sèfer speciali (i dieci comandamenti ecc.). In alcuni casi, come nel matrimonio, la direzione della cerimonia da parte di un esperto è richiesta, o auspicata, benché al limite non indispensabile; in altri casi il rabbino assolve un ruolo più onorifico e rappresentativo che giuridico; - il controllo dei servizi rituali, con particolare riferimento alla kasherùt e al mikvè; - la rappresentanza politica della comunità, come portavoce davanti alle autorità esterne delle esigenze e dei valori morali della tradizione e della comunità. Citazione:
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Si dice nell'ebraismo che un giorno (era messianica) tutti diventeranno ebrei PER SCELTA, non per costrizione e ci sarà la pace assoluta nel mondo (l'ho già scritto anche qui, riportando anche delle fonti [snapback]99373[/snapback]), che piaccia o no è una visione quantomeno non-violenta del futuro del mondo, ben diversa da Crociate e Jihad. Ed è un concetto ben diverso da quello che vogliono far pensare gli antisemiti come te e i tuoi amichetti di HolyWar. Citazione:
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Fortunatamente io leggo bene, e
altrettanto fortunatamente apprendo. Cosa che dovresti fare anche tu dal
momento che non sei Dio sceso in terra e non sei il custode della verità
suprema. Hai fatto un bel copia incolla dell’articolo, buon pro ti faccia,
bravissimo. Il problema però è uno solo: le definizioni a cui tu fai
riferimento potrebbero essere veritiere solo nel momento in cui la tua
democrazia non le sopprimesse a priori. Il motivo è semplice: mentre ogni storico che si rispetti è revisionista, nel senso che è disposto a rimettere costantemente in gioco le proprie conoscenze acquisite qualora l’evidenza documentaria lo induca a rivedere le sue posizioni, il negazionista è colui che nega l’evidenza storica stessa. La furbizia con il quale abilmente manipolate il cervello delle persone non portandole a ragionare con la propria testa contraddice quanto da te scritto. Il negazionista è di per se un revisionista. C’è solo un piccolo particolare: il Revisionista Storico è messo a tacere a priori se si parla di olocausto. Questa è dittatura. Come custodi della verità suprema e inattaccabile dovreste non aver paura di affrontare un discorso di tale importanza, invece fate leggi che non solo esprimono paura e insicurezza che la verità venga fuori, ma come hai detto te “sono armi a doppio taglio”. E’ certamente incommentabile quello che dici quando parli di fabbriche etc.etc. Hai persone che lavorano gratis per te, che gli fai mangiare e dormire quanto vuoi te e li uccidi? Mi spieghi anche (senza stravolgere quello che andate sostenendo) come mai tutti questi bambini “concentrati” ad auschwitz siano vivi e alcuni di essi ridano anche? E mi spieghi anche quanti erano gli internati ad auschwitz se i forni erano in funzione 24 su 24 e oltre ad ucciderli li mandavano a lavorare nelle fabbriche? Andavano in fabbrica, lavoravano nei campi e nonostante ciò venivano uccisi 24 ore su 24? Molto strano Mi parli di Adolf Hitler asserendo che non c’era solo lui. Benissimo… Heinrich Himmler, comandante in capo delle SS, fu il principale architetto del genocidio che sterminò tre quarti degli Ebrei in Europa. Il 31 luglio 1941, su istruzioni di Adolf Hitler, l'alto ufficiale Hermann Göring ordinò al generale delle SS Reinhard Heydrich di "sottopormi appena possibile un piano generale del materiale amministrativo e delle misure finanziarie necessari per l'avanzamento della desiderata soluzione finale della questione ebraica". Sempre a lui però si fa riferimento…e la soluzione totale ( e non finale come avete strategicamente stravolto) rispecchiava la volontà di creare uno stato solo per gli ebrei da locare o in Palestina o in Madagascar. L’ordine scritto di sterminio dov’è?? Infatti sul documento da te postato si fa riferimento a tutto tranne che all’omicidio (pensa quanto sei scemo, l’hai pure postato). I miei numeri e i miei dati sono facilmente riscontrabili sui siti gestiti da gente come te…cioè, non è che bisogna essere scienziati… La prima parte del punto numero 2 dimostra principalmente quello che dico io. La vostra è l’unica verità, quella indiscutibile anche nel momento in cui si potrebbero rivedere il numero di vite umane effettivamente non morte in quei campi. Le prove a supporto di quanto dico? Bene caro te le scrivo subito: La confessione di Rudolf Hoss: Una mezz'ora dopo aver lanciato il gas si apriva la porta e si metteva in funzione l'apparecchio di ventilazione. Si cominciava immediatamente a estrarre i cadaveri, la squadra incaricata di estrarre 2000 cadaveri dalla "camera a gas" e di manipolarli fino ai forni crematori faceva questo lavoro "mangiando e fumando" Vuoi che ti spiego cosa significa questa dichiarazione-invenzione? Per gassare un baraccamento, i tedeschi erano obbligati a costose precauzioni: squadra a lungo addestrata e "diplomata" presso il fabbricante dello Zyklon B, materiale notevole e di qualità e, in particolare, maschera con 4 filtro "J" (la più "severa" di tutte), evacuazione dei baraccamenti all'interno, affissione di avvisi in più lingue con il teschio, esame minuzioso del locale per individuare le fessure e tapparle, occlusione di camini e condotte e serrature. Le scatole di Zyklon B venivano aperte all'interno del locale. Il gas fuoriusciva dalla scatola come il fumo esce da un vaso fumogeno. Quando si supponeva che il gas avesse ucciso i parassiti, allora cominciava l'operazione più delicata: quella dell'aerazione. Alcune sentinelle venivano postate a una certa distanza dalle porte e dalle finestre, le spalle al vento. Loro compito era di impedire, da lontano, a chiunque di avvicinarsi. La squadra, munita di maschera antigas, penetravan nell'edificio, apriva le finestre, stappava camini e fessure. Appena compiuta l'opera a un piano, la squadra doveva uscire, togliersi le maschere e, per dieci minuti, respirare all'aria aperta. Doveva quindi rimettersi le maschere e portarsi all'altro piano.Una volta finito questo lavoro, bisognava attendere VENTI ORE. In effetti, poichè lo Zyklon B è "difficile da ventilare visto che aderisce alle superfici", solo una ventilazione naturale e molto lunga poteva venirne a capo. Questo era perlomeno il caso di volumetrie ampie come quelle di una baracca a uno o a due piani; in quanto lo Zyklon B, impiegato talvolta in autoclave (volume di 10 m3), era invece ventilato. Al termine delle venti ore, la squadra ritornava con la maschera antigas, chiudeva le aperture, quindi, se possibile, portava la temperatura dell'ambiente a 15° Poi, usciva, per ritornaredopoun'ora, sempre munita di maschera, e verificare, a mezzo di una carta che virava al blu in presenza diacido cianidrico, che il locale fosse nuovamente agibile. Ecco quindi che un locale che era stato gassato era accessibile senza maschera antigas solo dopo un minimo di VENTUNO ORE. La legislazione francese relativa all'uso dell'acido cianidrico stabilisce,per quanto le concerne, questo minimo a VENTIQUATTRO ORE. Continui a non capire, rido quando chiami “processo” quella buffonata svoltasi in quel di Norimberga Riguardo alle camere a gas ho detto già abbastanza. Le tue testimonianze hanno lo stesso peso delle mie. Solo che le mie sono Negazioniste quindi indicibili. Non mi sembra affatto surreale come ipotesi, esattamente quanto non mi sembra surreale l’ipotesi che le stesse siano state distrutte dai bombardamenti degli alleati responsabili essi della morte di decine di migliaia di internati Il post scritto riguardo le colorazioni dei cadaveri lo confermi dalla parte tua soltanto con delle supposizioni, non con delle prove. Le prove le trovi all’interno dell’enciclopedia che ti ho postato. Quello che poi fa ridere è che le testimonianze isolate sono discutibili solo se si tratta di testimonianze negazioniste, le testimonianze singole che sono state fatte nei vari processi invece non lo sono… e qui torniamo al solito discorso "Un'ulteriore conferma che l'acido cianidrico era fornito per l'uccisione dei prigionieri e' data da una corrispondenza, trovata negli archivi russi e pubblicata da Pressac, relativa alla fornitura di rivelatori della concentrazione di residui di acido cianidrico nelle camere a gas, indispensabili per sapere quando le camere potevano essere svuotate." Questa è una sua supposizione... non mi sembra che il film che si è creato dopo aver letto questo telegramma corrisponda a quello che il testo del telegramma stesso dice. Ma questo testo che mi hai citato non fa parte dell'articolo della Pisanty, o sbaglio? Non riesco a trovarlo in tutto il documento! A cosa ti stai riferendo, me lo spieghi?! Telegramma? Quale telegramma, non capisco... chiariscimi questo passaggio, dimmi da dove lo hai tratto e proverò a commentarlo, come ho già fatto in precedenza con le altre panzane che hai detto. mmm…ma come quale telegramma: “La richiesta dei rivelatori era stata fatta telegraficamente alla societa' Topf” nn leggi neanche quello che posti? Ahahah povero inutile… Il resto hai detto bene te, è a interpretazione. Io la interpreto come penso vada interpretata la politica di chi “FARA’ LA GUERRA TRAMITE L’INGANNO” motto del mossad [*******] |
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Tralasciando gli argomenti che ancora ignori passo al botta e risposta. Citazione:
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Perché venivano lasciati morire nonostante la loro "utilità" pratica? Chiedilo al tuo Fuhrer, certamente non sono in grado di entrare nella sua mente malata e di comprendere le sue follie ideologiche... anzi, per capirle leggi qualche libro scritto da lui, vediamo se trovi qualche indizio che può far pensare che sognava di fondare uno Stato per gli ebrei in Madagascar e non un enorme lager in grado di contenerli tutti!! Citazione:
Ma poi c'è un altro fatto fondamentale: non eri tu ad affermare che le persecuzioni contro gli ebrei non erano mai esistite, a tal punto che persino il diario di Anna Frank era finzione? Allora, come fai coesistere questa teoria con quella secondo cui i nazisti volevano deportare tutti gli ebrei in Madagascar per farli vivere in uno Stato? Vedi che queste tesi non filano? Non noti quanto queste correnti di pensiero negazioniste siano dannatamente IDIOTE? Citazione:
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A me di quello che credi o non credi sinceramente non è che mi freghi più di tanto. Resta il fatto che di soluzioni totali a questo punto se ne potrebbero contare 2. Quella a cui si deve credere…e quella che si deve vedere sulla cartina geografica. Citazione:
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E Citazione:
A proposito dei documenti…se sono come quelli che mi posti, EVIDENTEMENTE NON LEGGI, e ti ci nascondi dietro non credo sia utile discuterne. Continui a sorvolare l’aritmetica...su quella proprio non puoi farci niente. Ahahahahah La storia non si riscrive, la storia è una e basta ed è quella raccontata da chi l'ha vissuta davvero. Altro che matematica, altro che chimica, altro che fisica. [* * * * *] | |||||||
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E' quanto ha detto anche Albilevi in un altro topic di questo forum, riguardo l'11/9. http://www.metaforum.it/forum/index.php?showtopic=9667&view=findpost&p=99786 Citazione:
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AH GIA DIMENTICAVO…con i numeri hai problemi anche tu, ieri ti erano sfuggiti 300.000 morti magicamente ricomparsi qualche rigo sotto Citazione:
Parlo della Wermacht perché si fa riferimento a quello. Il tuo revisionismo ha trovato ebrei anche nelle S.S. o Gestapo? Citazione:
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Mercoledì, 4 agosto 1943: < Martedì, 13 giugno 1944: compleanno di anna, elenco dei regali ricevuti: < NELL'ALLOGGIO SEGRETO SI ACCENDEVANO LE LUCI: vedi lettere del: 20 ottobre 1942 pag. 15 28 novembre 1942 pag. 17 22 dicembre 1942 pag. 17 04 agosto 1943 pag. 20 03 marzo 1944 pag. 24 29 marzo 1944 pag. 26 SI PRODUCEVA DEL FUMO: vedi lettera del: 11 novembre 1943 pag. 22 SI ACCENDEVA LA RADIO: vedi lettere del: 11 luglio 1942 pag. 11 14 febbraio 1944 pag. 23 27 marzo 1944 SI TENEVA UN GATTO: vedi lettere del: 14 agosto 1942 pag. 13 05 agosto 1943 pag. 21 SI EFFETTUAVA OGNI GENERE DI RUMORE (LAVORI DI FALEGNAMERIA, LITI, UTILIZZO DI ELETTRODOMESTICI, ECC... ): vedi lettere del: 11 luglio 1942 pag. 11 21 settembre 1942 pag. 14 09 novembre 1942 pag. 16 10 dicembre 1942 pag. 17 13 luglio 1943 pag. 19 04 agosto 1943 pag .20 05 agosto 1943 pag. 21 29 ottobre 1943 pag. 22 23 febbraio 1944 pag. 23 27 febbraio 1944 pag. 24 28 febbraio 1944 pag. 24 06 marzo 1944 pag. 25 15 marzo 1944 pag. 26 08 luglio 1944 pag. 30 GLI OTTO EBREI USCIVANO CONTINUAMENTE DALL'ALLOGGIO SEGRETO: vedi lettere del 29 settembre 1942 pag. 14 29 marzo 1944 pag. 26 LE FINESTRE ERANO A VOLTE CHIUSE, ALTRE VOLTE APERTE: VEDI Lettere del: 04 agosto 1943 pag. 20 23 febbraio 1944 pag. 23 Non si intende gettare del fango sulla memoria di Anna Frank, ma si cerca soltanto di dimostrare che in tutti questi anni il suo diario é stato usato in modo improprio, variandone il contenuto. Citazione:
Sei stato te stesso a scrivere Certo. Dal momento che effettivamente ci sono la bellezza di 5 milioni e 700 persone che mancano all'appello e non si sono mai ricongiunti con i familiari... A proposito, mi incolli il punto dove avrei detto che ne sono morti 300.000?? lo sai come je dice er tomas milian ar poro bombolo? A ventice’ te sei fregato cor culo tuo Sull’aritmetica nn mi hai detto proprio niente, i “documenti” che mi hai postato non fanno riferimento alcuno a uccisioni o sterminii..de che altro voi parlà? Bello lui…stai perdendo punti piano piano. Pensa se un deficiente come te venisse chiamato a testimoniare in un normale processo…ahahahah li si che si riderebbe A PROPOSITO!!!! Riguardo le penne a sfera…nel 1935 c’era il progetto (…Aveva studiato medicina, arte, e ipnotismo, e nel 1935 era editore di un piccolo giornale , ma si sentiva frustrato per la quantità di tempo sciupato a riempire la penna stilografica e a pulire le macchie di inchiostro. Inoltre, la punta aguzza della sua penna stilografica spesso graffiava o strappava il foglio. Determinati a sviluppare una penna migliore, Ladislas e Georg (erano chimici) cercarono di inventare un modello nuovo nelle forme e una formula migliore per l’inchiostro. Un giorno d’estate, mentre trascorrevano le vacanze sulle rive del mare, i fratelli Biro incontrarono un interessante signore anziano, Augustine Justo, che sarebbe diventato il presidente dell’Argentina. Dopo che i fratelli gli ebbero mostrato il loro modello di penna a sfera, il Presidente Justo li sollecitò ad installare una fabbrica in Argentina.) Nel 1943 la produzione (Una volta in Argentina, cercarono degli investitori per finanziare la loro invenzione, e nel 1943 iniziarono la produzione. Sfortunatamente le penne furono uno spettacolare fallimento) Avrebbe potuto comprarla nel 1945… ma era troppo tardi (Il primo grande successo per la penna a sfera fu una mattina di Ottobre del 1945 quando una folla di più di 5000 persone si accalcò all’entrata del Gimbels Department Store di New York. Il giorno prima, Gimbels aveva ottenuto una pagina sul New York Time promuovendo la prima vendita di penne a sfera negli USA. L’inserzione descriveva la nuova penna così: "Fantastica...miracolosa penna stilografica... garantiti 2 anni di scrittura senza ricaricarla". Durante il primo giorno di vendite, Gimbels vendette un intero stock di 10.000 penne – a $12,50 ciascuna.) Ora cosa volete farmi credere che una fuggiasca come lei aveva la possibilità di acquistare una delle 350 penne a sfera prodotte nel 1918? “La competizione fra fabbriche di penne durante la prima metà del 1940 divenne abbastanza movimentata”…sbaglio o per seconda metà si intende circa il 1945? Cioè sono talmente tante le cazzate che non so più quale riportare…lo avete anche postato. Bah…contenti voi | |||||
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TRATTO DA: http://it.wikipedia.org/wiki/Wehrmacht Wehrmacht è il nome assunto dalle forze armate tedesche a partire dal 1935 e per tutta la durata della seconda guerra mondiale. Nata dalle ceneri della Reichswehr, nel dopoguerra è stata sostituita dalla Bundeswehr. Non ci vuole molto a capire che quei soldati che facevano parte delle forze armate tedesche già prima dell'arrivo di Hitler (la Bundeswehr) non potevano essere cacciati così su due piedi solo perché avevano cambiato nome (appunto in Wehrmacht), proprio perché veterani o proprio perché di origini ebraiche lontane (per le quali era necessario del tempo per risalire agli antenati): ecco perché per un certo periodo di tempo (che nemmeno voi riuscite a quantificare, difatti non volete nemmeno farlo altrimenti la vostra teoria crollerebbe subito) ci sono stati anche ebrei nella Wehrmacht!! Chiaro il concetto? Non è così difficile, anche una testa bacata come la tua può arrivare a fare un ragionamento così, fidati, basta che ci credi! Su su, chiudi gli occhi e provaci! Voi negazionisti pensate di parlare con perfetti ignoranti, in realtà qualunque persona con un pizzico di senso critico è capace di rovesciare completamente qualsiasi vostra teoria! Incredibile ma vero, basta informarsi bene e per tua sfortuna internet è spesso una fucina di informazioni! Citazione:
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[* * * * *] HITLER AVEVA CALCOLATO LA NASCITA DI ISRAELE (che secondo te è la soluzione finale) MA NON TUTTO CIo' CHE NE HA PERMESSO LA NASCITA, MA GUARDA CHE E' INCREDIBILE!! [* * * * *] __________________ Due Stati per due popoli. Ma solo se le condizioni di sicurezza lo permettono, per entrambi. IL MIO BLOG | ||||
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Che ridere, allora facciamo così, ti copio e incollo anche la sezione Anna Frank del documento così sei più comodo e puoi finalmente leggerlo: dato che anche quello è un argomento ricorrente tra le cazzate negazioniste che circolano ci ha pensato anche la Pisanty a fornire una risposta giusta! I diari di Anna Frank Prima di passare alla fase più propriamente negazionista della sua carriera, Faurisson attraversa una breve stagione critica intermedia (intorno al 1975) durante la quale, nel tentativo di dimostrare l’inautenticità dei diari di Anna Frank8, ha modo di applicare le sue capacità di demistificatore a un argomento che si avvicina a quelli che saranno i suoi interessi successivi. Nel momento in cui decide di occuparsi dei diari di Anna Frank, Faurisson si immette nel filone del negazionismo, che da tempo cerca di dimostrare che i diari sono falsi, anche se non è ben chiara l’utilità di questa operazione, visto che nessuno ha mai pensato di considerarli come un documento che attesti l’esistenza dei campi di sterminio — come è noto, Anna Frank redasse i suoi diari quando si trovava ancora reclusa nel suo alloggio segreto ad Amsterdam. È pertanto curioso che i negazionisti si siano accaniti con tanta foga contro questo resoconto quotidiano di una ragazzina che dovette conoscere la realtà dello sterminio solo dopo avere terminato di scrivere il suo diario. Il motivo per cui i negazionisti dedicano tanto spazio ai diari di Anna Frank è evidentemente da ricercare nell’impatto emotivo suscitato in tutto il mondo da questo testo, che per certi versi è assurto al ruolo di documento-simbolo della Shoah. Attraverso l’insinuazione del dubbio circa la sua autenticità, i negazionisti sperano di estendere lo stesso atteggiamento diffidente a ogni altro aspetto della Shoah. Fin dal 1957, i negazionisti hanno dichiarato che il diario di Anna Frank è un volgare falso e che la sua vera autrice non è Anna Frank bensì qualche occulto agente della propaganda sionista. Per anni essi hanno sostenuto che questi sarebbe Meyer Levin, uno sceneggiatore al quale il padre di Anna, Otto Frank, nel 1952 aveva affidato la stesura di un copione tratto dai diari di sua figlia. L’ipotesi che il diario sia una montatura di Levin è talmente facile da confutare che perfino Faurisson l’ha dovuta, da un certo punto in poi, abbandonare. Curiosamente, mentre dichiarano di voler dimostrare la non autenticità dei diari, i negazionisti finiscono sempre per adottare argomentazioni assolutamente incoerenti rispetto a questa tesi, dedicando tutti i loro sforzi al tentativo di dimostrare che Anna era una persona poco raccomandabile (per via della sua storia d’amore quasi fraterno con Peter, il suo giovane compagno di reclusione), inaffidabile e scarsamente intelligente, e perfino tossicodipendente (in questo caso il riferimento è alle pasticchette di valeriana che Anna prendeva ogni sera prima di andare a dormire). Non è chiaro quale utilità ci possa essere nell’infangare l’immagine di quella che, per i negazionisti, è solo un’innocua prestanome. D’altronde, se Anna Frank non fosse veramente l’autrice dei suoi diari, non si capisce da dove Faurisson e compagni traggano le informazioni necessarie per valutare (negativamente) la personalità della bambina. In altri casi sembra che i negazionisti sostengano non tanto che i diari non sono autentici, quanto che essi non sono veritieri. A dimostrazione di ciò, essi elencano quei punti dei diari che, a loro avviso, sono troppo inverosimili per essere accettati come veri. Per esempio, i negazionisti si sorprendono del fatto che gli otto clandestini di Prinsengracht abbiano potuto bruciare i loro rifiuti, usare la sveglia, litigare rumorosamente, appendere le tendine alle finestre, ecc., senza essere scoperti. Sarebbe possibile rispondere puntualmente a ciascuna di queste obiezioni (i rumori avvenivano negli orari in cui non c’era nessuno negli edifici attigui, per esempio), ma si tratterebbe di un’operazione inutile. Quello che i negazionisti non sembrano considerare è che, evidentemente, le precauzioni prese dai clandestini per non essere scoperti non furono sufficienti, visto che vennero denunciati e deportati, e uno solo di essi riuscì a tornare a casa dopo la guerra. L’analisi della lettura negazionista dei diari di Anna Frank illumina il tipo di obiezione avanzata dai negazionisti nei confronti dei documenti che intendono delegittimare. Ora che hai letto per la prima volta questo passaggio mi aspetto che proverai quantomeno a rispondere a queste giuste osservazioni della "razzista ebrea" chiamata Pisanty! Ma credo che annasperai come al solito... (a proposito, per te tutte le persone che la pensano diversamente da te sono razziste, mi sorge il dubbio che tu non sappia veramente cosa significhi la parola razzismo: beh, te lo spiego io semplicemente quali sono i requisiti di un razzista: ESSERE COME TE!) Citazione:
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PORACCIO, il discorso, purtroppo per te, resta lo stesso: la domanda che ti pongo, alla quale tu ti ostini a non rispondere accusandomi di aver detto cose non mie, è sempre la stessa: CHE FINE HANNO FATTO QUELLE 5.300.000 PERSONE CHE NON SI SONO MAI RICONGIUNTE CON I FAMILIARI E CHE, ALMENO UFFICIALMENTE, SONO MORTE PER MANO NAZISTA?!? Sono sparse per l'Europa sotto falso nome?!? DIMOSTRAMELO dato che con la matematica credi di essere capace di sapere di tutto e di più!! Dimostrami che sono sparse per l'Europa e che non sono morte! "Non si può dimostrare perché la mafia sionista copre le prove", è questa la tua risposta?! E allora sai che ti dico? Ma vaff... meglio che mi sto zitto va... Citazione:
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Il primo grande successo per la penna a sfera fu una mattina di Ottobre del 1945 quando una folla di più di 5000 persone si accalcò all’entrata del Gimbels Department Store di New York. Il giorno prima, Gimbels aveva ottenuto una pagina sul New York Time promuovendo la prima vendita di penne a sfera negli USA. L’inserzione descriveva la nuova penna così: "Fantastica...miracolosa penna stilografica... garantiti 2 anni di scrittura senza ricaricarla". Durante il primo giorno di vendite, Gimbels vendette un intero stock di 10.000 penne – a $12,50 ciascuna. Realmente questa "nuova" penna non era del tutto nuova e non scriveva meglio della penna a sfera che veniva prodotta 10 anni prima. [...] Il maggior problema era l’inchiostro: se l’inchiostro era troppo fluido le penne colavano, se era troppo denso, si ostruivano ( si tratta dello stesso problema che ha bloccato per tanti anni la costruzione delle stampanti a getto d'inchiostro). Con le variazioni di temperatura, la penna poteva presdentare entrambi. La successiva tappa dell’evoluzione giunse quasi 50 anni dopo il brevetto di Loud, con una versione migliorata inventata in Ungheria nel 1935 da Ladislas Biro e suo fratello, Georg. Dunque la penna a sfera già esisteva. I tuoi tentativi di cambiare il senso ad un articolo spostando palesemente l'ordine delle cose scritte è VERGOGNOSO. Come tutto il resto che dici. Se questo secondo te è il modo per fare informazione... in questo ultimo passaggio la tua malafede è palese a tutti! "Contento te..." __________________ Due Stati per due popoli. Ma solo se le condizioni di sicurezza lo permettono, per entrambi. IL MIO BLOG | ||||||||||
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1) Morti di fame e/o sete 2) Morti di stenti 3) Morti sul lavoro 4) Morti per epidemie 5) Morti dentro camere a gas 6) Morti dentro i forni crematori A questo punto tale distinzione deve essere messa in chiaro. I primi 4 punti hanno molto a che fare con i decessi avvenuti in migliaia di altre guerre. Citazione:
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Hai rovesciato cosa? Diciamo che hai manipolato a tuo piacimento una “realtà” storica che, espressa nei tuoi modi, devierebbe di parecchio l’opinione mondiale sui Nazisti. Anna comunque rimaneva una delle poche fortunate proprietarie di detta penna. Ok | ||||
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